Parrocchia Santa Maria ad Martyres - Via Adriano Falvo, 2/1 - 84127 Salerno
Tel. 089 796243   -   Cell.: 347 9752175
Sito web: www.santamariaadmartyres.it

L'Ordine de Minimi

L'Ordine dei Minimi fu fondato da San Francesco di Paola nel XV secolo. Motto del fondatore e, quindi, anche dell'Ordine, è "Charitas", parola latina traducibile sia in "carità" sia in "amore", come valore indispensabile a far sì che la fede non sia vuoto ritualismo, bensì modo di vivere operando concretamente per il bene spirituale e materiale degli uomini. San Francesco da Paola, sull'esempio del "Poverello" d'Assisi, coerente con tale umiltà, non volle mai accettare i voti sacerdotali, rimanendo un semplice frate. Attraverso il quarto voto i Minimi imitano la vita di Gesù e degli Apostoli e, quindi, a buon diritto si può dire che tale voto è una delle forme di sequela di Cristo e perciò può essere inserito tra i consigli evangelici (povertà, castità, obbedienza).

Gli anni che vanno dal 1470 al 1493 sono caratterizzati da una differenza di vedute tra San Francesco e la Sede apostolica. Il Santo vuole l'approvazione di una Regola tutta propria perchè era consapevole che la sua proposta di vita evangelica era nuova rispetto alla altre già esistenti nella Chiesa e perciò non poteva essere espressa con nessuna delle Regole già esistenti.  La sede Apostolica, invece, vuole che egli prenda una di tali Regole già approvate, magari integrate con norme proprie, per non venir meno al Concilio Lateranense IV, che proibiva l'approvazione di nuove Regole per non creare confusione.

Finalmente la Regola propria viene approvata, nella redazione definitiva, la quarta, nel 1506, da Giulio II, il quale ebbe a dire che i Minimi sono nella chiesa come "luce che illumina i penitenti". La storia della redazione della Regola propria dell'Ordine dei Minimi, originale rispetto alle altre già esistenti tra gli ordini religiosi, si salda con la storia dell'evoluzione del carisma penitenziale di San Francesco di Paola.

L'Ordine di Minimi si divide in:
 - Primo Ordine: i Frati minimi, che si compongono di due categorie: i sacerdoti e i laici o fratelli conversi; sono sparsi in tutto il mondo e svolgono anche attività missionaria.
 - Secondo Ordine: le Monache minime di clausura, che svolgono una vita movimentata anche se claustrale: pregano, lavorano ecc. .
 - Terz'Ordine : I Secolari; il Terz'Ordine dei Minimi (T.O.M.)  è un 'associazione di laici che si propone di vivere il Vangelo secondo il modello di San Francesco di Paola e aiuta i frati in tutte le festività importanti

L'abito dei Minimi, voluto dal fondatore, è costituito da una tunica con cappuccio, denominata pazienza, e cingolo in panno grosso di lana nera di pecora: va però sottolineato che il nero naturale della lana, all'epoca, era molto simile al marrone scuro. La tunica scende fino ai talloni, mentre il cappuccio, lunga un metro davanti e uno dietro, è lungo fino a metà dei femori sia davanti che dietro. Il cingolo, portato intorno alla vita, cinge il cappuccio o pazienza sull'abito su ambo i lati: vi sono praticati cinque nodi, quattro dei quali pendenti, simboleggiano, i voti dei religiosi. Sull'abito portano un mantello lungo sino al polpaccio al quale è cucito una cocolla usata per coprire il capo.

I Minimi a Salerno

Nel 1484 San Francesco di Paola fu ospite a Salerno, presso la residenza dei signori Capograsso, oggi Palazzo Carrara: una lapide ne ricorda l'evento sul largo omonimo lungo la via dei Mercanti.
Nel riprendere il suo viaggio verso la Francia, si venne a trovare presso un piccolo tempio posto al di fuori delle mura della città. Secondo la leggenda, qui il santo si inginocchiò, pregò e poi disse ai suoi accompagnatori che lì doveva sorgere un convento del suo ordine.

La sua costruzione fu terminata ad opera dei padri minimi nel 1516 in un terreno concesso dal principe Sanseverino e dal Senato della città fuori porta Catena. Sorgeva in un luogo isolato, vicino al mare, da cui lo divideva solo una grande piazza. L'edificio si presentava con un maestoso prospetto, ampi vani, celle, portici e chiostro ed era circondato da verdi giardini.
I Padri Minimi si occuparono dell'assistenza agli infermi e della cura dei bambini esposti. Il convento fu dotato anche di una farmacia che riforniva il vicino Ospedale di San Giovanni di Dio.

Nel 1807, come la maggior parte dei luoghi di culto salernitani, fu chiuso per effetto delle leggi napoleoniche emanate da Gioacchino Murat e fu consegnato al Real corpo del genio per ospedale militare.
La statua di San Francesco, opera principale custodita nell'antica chiesa conventuale, fu salvata e trasferita nella vicina Chiesa della Santissima Annunziata. Sede della caserma Vicinanza fino a qualche anno fa, oggi l'edificio è in via di restauro ed al termine ospiterà alcuni uffici della questura e della procura.

I Padri Minimi dopo 153 anni sono tornati a Salerno, allorquando nel 1961 l'arcivescovo dell'epoca mons. Demetrio Moscato, calabrese di nascita, istituì la parrocchia di Santa Maria ad Martyres e la affidò alle loro cure.

 

L'ex Convento di San Francesco di Paola a Salerno

 


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