Pia Pratica dei 13 Venerdì in onore di S. Francesco di Paola

I 13 Venerdì di San Francesco da Paola sono una pia pratica voluta dal santo in onore del Signore e dei dodici apostoli. Un dialogo diretto con il Signore attraverso il silenzio, la preghiera e la meditazione. Inizialmente, secondo la tradizione tramandata dai Minimi, ordine fondato dal Santo, per tredici venerdì consecutivi bisognava confessare le proprie colpe e ricevere il santissimo Sacramento nella messa. Durante la celebrazione eucaristica, si recitavano tredici Pater Noster e tredici Ave Maria.
Con il passare del tempo questa tradizione religiosa si è trasformata, cambiando nella forma ma non nella spiritualità. San Francesco non aveva stabilito un particolare momento dell’anno in cui praticare questa devozione. Ma, nel tempo, si è collocata a partire dal mese di gennaio fino al mese di aprile. Oggi tutte le comunità dei Minimi sparse nel mondo, si ritrovano a meditare sul carisma del Santo, ripercorrendone le sue virtù.

 

1° Venerdì 2 gennaio 2026: L'umiltà di S. Francesco di Paola

San Paolo definisce l'umiltà che ha abbassato Gesù Cristo fino alla morte di croce, con la parola annientamento, per insegnare a coloro che desiderano imitarlo, di farlo attraverso un perfetto annientamento e un estremo disprezzo di se stessi. San Francesco di Paola ha praticato tale annientamento in modo perfetto; infatti egli si è abbassato con un'umiltà così profonda che noi non ne sapremo meglio esprimere la profondità che attraverso questa parola: annientamento; in modo che possiamo dire che, imitando Gesù crocifisso, si è annientato lui stesso. Si stimava il più vile e il più piccolo di tutti gli uomini, e fuggiva con sollecitudine ciò che poteva procurargli onore,  come   gli sembrò quando il Papa volle elevarlo alla dignità del  sacerdozio; infatti non solo rifiutò,  ma non volle ricevere neanche gli ordini
minori, per apparire più vile e più abietto agli occhi del mondo. Serviva i religiosi e anche i novizi, come se fosse stato il servitore di tutti. Si occupava dei servizi più umili della casa, nascondeva con estrema cura i doni e le grazie che Dio gli concedeva; copriva con ammirevole semplicità i miracoli che operava, riportandoli alle peculiarità poste dalla natura nei semplici e di cui si serviva per questo scopo; e quando questo artificio gli mancava, li attribuiva alla Vergine o ai Santi, o alla fede di quelli che beneficiavano degli effetti miracolosi del suo divino potere. Soffriva con gioia ogni tipo di disprezzo, e non poteva sentire lodi nei suoi confronti senza dispiacersene; amava di essere umiliato, facendo di questo le sue più care delizie.
(Appunti da Corso di Spiritualità Minima, 2022)
 

 

2° Venerdì 9 gennaio 2026: La penitenza di S. Francesco di Paola