18 aprile
SAN GALDINO
(Vescovo)

 

Galdino della Sala, detto anche Galdino Valvassi della Sala o semplicemente San Galdino nacque a Milano nel 1096 circa.

Nel contesto delle aspre lotte che travagliavano l'Italia settentrionale, Galdino prese le parti di papa Alessandro III, venendo imprigionato per essersi opposto all'imperatore Federico Barbarossa.
In quegli anni la Chiesa Cattolica era divisa da uno scisma, originatosi alla morte di papa Adriano IV nel 1159. La Santa Sede aveva proposto come candidato Alessandro III, mentre l'imperatore Federico Barbarossa aveva appoggiato un proprio uomo di fiducia, l'antipapa Vittore IV (Ottaviano de' Monticelli).
La Chiesa era divisa in quanto il conclave era spaccato: i cardinali guelfi appoggiavano Alessandro III, quelli fedeli al Barbarossa erano dalla parte di Vittore IV.


La Chiesa milanese era fieramente ostile all'imperatore Federico Barbarossa, e appoggiava Alessandro III. Galdino, arcidiacono della cattedrale ambrosiana, prese pubblicamente posizione contro l'imperatore, a favore del pontefice romano Alessandro III.
Gli eventi bellici portarono poi l'imperatore Federico Barbarossa ad assediare ed espugnare Milano: San Galdino, come molti altri sostenitori di papa Alessandro, venne incarcerato e rimase prigioniero oltre sei mesi.

In seguito, dopo la liberazione di Milano, Galdino incontrò personalmente Alessandro III a Genova, e lo seguì durante i suoi viaggi diplomatici alla ricerca di sostenitori per la sua causa, accompagnandolo in Francia, in Sicilia e a Roma.
Nel 1162 Galdino assistette personalmente alla distruzione di Milano, ordinata dall'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1165, quando papa Alessandro III riuscì a insediarsi a Roma, Galdino venne nominato cardinale di Santa Romana Chiesa; l'anno seguente, per premiarlo della sua fedeltà , papa Alessandro III lo nominò arcivescovo di Milano.

Dopo la sconfitta dell'imperatore Federico Barbarossa e dei suoi alleati - avvenuta per mano delle truppe dei Comuni della Lega Lombarda - Galdino poté finalmente prendere possesso della sua diocesi.
Non appena entrato a Milano, Galdino iniziò una radicale riforma della diocesi, deponendo tutti i sacerdoti e i vescovi consacrati dall'antipapa Vittore e nominando nuovi religiosi.

Oltre che alla riforma spirituale, il vescovo Galdino si interessò ai poveri, ai diseredati, ai carcerati per debiti, stanziando fondi della diocesi per l'assistenza ai meno abbienti. Infine, San Galdino si dedicò alla ricostruzione degli edifici religiosi e assistenziali di Milano, distrutti dall'imperatore Federico Barbarossa durante la sua occupazione della città lombarda.

In seguito, si impegnò a combattere l'eresia catara, che sosteneva un rigido contrasto tra il principio del bene e quello del male, dicendo che al male e non a Dio apparteneva ogni forma di possesso e di potere.

Il 18 aprile del 1176, l'anziano vescovo improvvisamente morì sul pulpito della chiesa di Santa Tecla a Milano , nel corso di un duro sermone pronunciato contro gli eretici Catari.
 

(www.santodelgiorno.it)
Pubblicato il 07/03/2017