30 agosto
SANTI MARTIRI SALERNINANI
(Martiri)

Il Martirologio Romano ricordava al 28 agosto il martirio di Fortunato, Ante e Gaio, collocandolo in Salerno, durante la persecuzione di Diocleziano e sotto il proconsole Leonzio. Non vi sono altre notizie documentate del loro martirio, né maggior luce ci viene da una passio, redatta non prima del sec. XI.

Il culto di questi tre martiri è antichissimo nella città di Salerno; già nella prima metà del sec. IX, è ricordata l'esistenza di una chiesa fuori le mura, presso il fiume Irno, luogo del loro martirio avvenuto all'epoca delle persecuzioni di Diocleziano (303-310). Qui furono conservate le loro spoglie, fin a quando il vescovo Bernardo, nella prima metà del sec. X, per preservarle dalle frequenti scorrerie dei Saraceni non ritenne più prudente trasferirle in città, nella chiesa di S. Giovanni Battista.

Quando poi questa venne demolita per dare posto al grandioso duomo eretto da Roberto il Guiscardo in onore dell'Apostolo S. Matteo, l'arcivescovo Alfano I, nel marzo 1081, le collocò nella Cripta di esso, sotto l'altare che egli dedicò ai medesimi martiri. Di questa nuova traslazione rimane prezioso documento l'iscrizione originale marmorea, posta a copertura del loculo in cui erano state collocate le reliquie. Tale iscrizione, unitamente alle urne delle reliquie, fu rinvenuta nel 1954, allorquando l'arcivescovo di Salerno, Demetrio Moscato, per una migliore sistemazione dell'altare, procedette a una ricognizione canonica delle reliquie.

Queste sono conservate nell'omonima Cappella in due urne poste sotto una grata in ottone al centro del pavimento, mentre sul soffitto sono affrescate le fasi del processo, martirio e sepoltura dei Santi Martiri Salernitani. Accanto alla grata vi è un tronco di colonna in marmo con una venatura rossastra, che fu trovato nel '500 presso la foce dell'Irno: secondo la tradizione fu il cippo dove furono decapitati i tre Santi, il cui sangue fu assorbito dal marmo; la leggenda vuole inoltre che, accostando l'orecchio al marmo, sarebbe possibile sentire il pulsare del sangue.

L’altare, in marmo policromo, fu donato dalla Scuola Medica Salernitana nel 1753, mentre i tre busti di bronzo, datati al 1680, furono donati da alcuni membri della stessa Scuola Medica Salernitana.

La Chiesa Salernitana li ricorda il 30 agosto con il grado liturgico di "festa".

(www.santiebeati.it)
Pubblicato il 07/03/2017