SABATO  SANTO
(LA DISCESA AGLI INFERI)

Il terzo giorno del Triduo Pasquale è il Sabato santo che commemora la discesa agli inferi di Nostro Signore Gesù.
Gesù resta negli inferi per un breve tempo compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo, liberando le anime dei buoni e giusti morti prima di lui apre loro le porte del Paradiso. Compiuta tale missione, l'anima di Gesù si ricongiunge al corpo nel sepolcro: e ciò costituisce il mistero della risurrezione, centro della fede di tutti i cristiani, che verrà celebrato nella seguente domenica di Pasqua.

È il momento del silenzio meditante su Cristo deposto nel sepolcro nell’attesa dell'annuncio della risurrezione che avverrà nella solenne veglia pasquale. Viene professato da alcuni Simboli antichi e tuttora dalla preghiera eucaristica, quale annuncio di salvezza per ogni uomo: nessuno è escluso dalla salvezza che Dio ha preparato per gli uomini in Cristo, nessuno è smarrito, Dio si fa solidale anche nella morte.
Nella mattinata del Sabato Santo si celebrano comunitariamente l'Ufficio delle Letture e le Lodi Mattutine.
A tarda sera, qualche ora prima della mezzanotte, inizia la celebrazione della Veglia Pasquale.
La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo:
1. Liturgia della luce: (Benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio pasquale).
Il celebrante prende delle braci e le mette nel turibolo e accende, da quella fiamma, il cero pasquale; benedice poi il cero pasquale, tracciandovi una croce, le lettere greche alfa e omega e le cifre dell'anno; prende cinque grani di incenso e li conficca alle quattro estremità e al centro della croce disegnata, a simboleggiare le cinque piaghe gloriose di Cristo, delle mani, dei piedi e del costato.
Il cero pasquale è simbolo di Cristo risorto, che vince le tenebre del male, e le candele che si accenderanno dal cero sono simbolo della vita nuova che il Signore ci comunica mediante lo Spirito Santo nella sua Risurrezione.
Il cero viene portato processionalmente verso l'altare, dove viene riposto e incensato unitamente al libro, dal quale un diacono intona l'Exultet, che annuncia il messaggio della Risurrezione e celebra le meraviglie operate da Dio nella storia della salvezza.  Terminato l'annuncio, tutti spengono le candele, ed inizia la liturgia della Parola.
2. Liturgia della parola, ossia la lettura di passi dell'Antico Testamento che riassumono per sommi capi la storia del popolo ebraico dalla creazione del mondo fino al trionfo dei tre fanciulli nella fornace di Babilonia;
3. Liturgia battesimale: (Canto delle Litanie dei Santi, preghiera di benedizione dell'acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi).
Viene posto a vista dei fedeli un catino con l’acqua che sarà utilizzata per i futuri Battesimi, compresi quelli, se ve ne sono, di questa santa notte. L’acqua viene benedetta dal celebrante (essa è simbolo del dono della Grazia e della Vita nuova, comunicata da Cristo) dopo la recita delle Litanie dei Santi; la benedizione effettuata con l’immersione del cero pasquale, una o tre volte, è accompagnata da bellissime preghiere del celebrante. Seguono le promesse battesimali rinnovate dall’Assemblea, dopo se vi sono dei battezzandi si procede con il Battesimo di essi. Al termine tutti i presenti, a ricordo del proprio battesimo, vengono aspersi con l’acqua benedetta.
La nuova acqua benedetta  viene usata ogni volta che si celebra un battesimo e per la benedizione delle case.
4. Liturgia eucaristica, ossia la celebrazione della Santa Messa con canto del Gloria in excelsis, suono (detto "scioglimento") delle campane; questo è il vertice di tutto il cammino quaresimale e della celebrazione vigiliare. Il popolo rigenerato nel battesimo per la potenza dello Spirito, è ammesso al convito pasquale che corona la nuova condizione di libertà e riconciliazione.

Il senso della rigenerazione completa di tutta la vita morale e materiale del cristiano in unione con Cristo risorto è trasparentissima in tutta questa mirabile liturgia della Pasqua.

(www.santodelgiorno.it)