PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

Il Tempo di Avvento comincia dai primi Vespri della domenica che capita il 30 novembre o è la più vicina a questa data, e termina prima dei primi Vespri di Natale.

Nel rito romano della Chiesa cattolica l'Avvento contiene quattro domeniche e può durare quattro settimane. Si compone di due periodi; inizialmente si guarda all'Avvento futuro del Cristo nella gloria alla fine dei tempi, occasione di penitenza; dal 17 dicembre la liturgia pone invece l'attenzione sull'Avvento di Cristo nella pienezza dei tempi, con la sua Incarnazione.
Nella liturgia delle Sante Messe del periodo di avvento (come in quaresima) non viene recitato l'inno del Gloria. Dal 29 novembre al 7 dicembre è tradizione celebrare, in molte chiese latine, la Novena dell'Immacolata cui fa seguito, dal 16 al 24 dicembre, la Novena di Natale.
Nel rito ambrosiano della Chiesa cattolica l'Avvento contiene sei domeniche e può durare sei settimane. Inizia la prima domenica dopo il giorno di San Martino (11 novembre) e prevede sempre 6 domeniche (quando il 24 dicembre cade di domenica, è prevista la celebrazione di una Domenica Prenatalizia). Nel rito ambrosiano è previsto il colore morello, tranne che nell'ultima domenica (detta "dell'Incarnazione") nella quale si usa il bianco.

Il Cristo che viene nella gloria alla fine dei tempi è il nuovo cielo e la nuova terra che Dio ha preparato per i giusti. Ce lo ricorda lo splendido affresco realizzato da Giusto de' Menabuoi nell'ultimo quarto del XIV secolo nel Battistero di Padova. La figura imponente del Cristo Pantocratore circondato dalle schiere degli angeli e dei santi domina l'intera scena. Cristo è rivestito di una tunica rossa e ricoperto da un mantello azzurro intenso, lo stesso colore che avvolge la figura della Vergine Maria è la Chiesa glorificata - posta immediatamente sotto l'immagine maestosa del Cristo. Questi è il cielo stesso che si apre e si spalanca per accogliere i giusti. Non c'è spazio neppure per l'azzurro del cielo e per le nuvole poiché ormai il Signore della storia, principio e fine di tutte le cose, riempie con la sua gloria l'universo intero. Per la sua presenza non c'è più bisogno della luce del sole né della luce della luna, perché lui stesso è la luce che illumina ogni cosa.

Lo stesso paradiso di cui ci parla il libro di Genesi è un'immagine velata di Cristo nel quale "tutto è stato creato" e nel quale "tutto sussiste". Nel suo corpo glorificato appare finalmente il nuovo tempio, il vero tempio di Dio, secondo le parole dello stesso Gesà il quale parla del suo corpo come del tempio che verrà edificato nel mistero pasquale della sua morte e risurrezione. Cristo è la Città stabile, e i credenti mediante il battesimo sono divenuti pietre vive edificate sul fondamento degli apostoli e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. Su di lui ogni costruzione cresce ben ordinata per formare il tempio santo di Dio. Già al presente ha inizio l'edificazione di quel tempio che sarà completo solo alla fine, alla venuta finale di Cristo. La nuova Gerusalemme è dunque costituita dal Signore glorificato e da coloro che gli appartengono.

La vita cristiana, iniziata nelle acque del battesimo, nutrita dall'Eucarestia e dalla grazia dei sacramenti, educata dalla Parola di salvezza e modellata dalla carità fraterna, tende verso la pienezza in Cristo ed è alimentata dalla speranza che quanto è avvenuto nel Capo si compia pure nelle sue membra e che all'immagine dell'uomo di terra segua l'immagine dell'uomo celeste. Con lo sguardo fisso su Cristo il quale assicura la sua Chiesa con le parole: «Sì, verrò presto!», il cristiano fa memoria del mistero del Natale sforzandosi di "raggiungere la vita eterna". «Verrà dunque, verrà il Signore nostro Gesù Cristo dai cieli; verrà nella gloria alla fine del mondo creato, nell'ultimo giorno. Vi sarà allora la fine di questo mondo e la nascita di un mondo nuovo» (Cirillo di Gerusalemme, Catechesi Battesimali, 15.3).  

(www.santodelgiorno.it)
Pubblicato il 27/10/2017