Parrocchia S. Maria ad Martyres -:- Salerno

Un Volto di Santità

 

 

 

 

Un volto di santità

 

 

Tempus non erit amplius, consummabitur mysterium Dei” (Ap 10, 6-7) “il tempo ormai non c'è più: è compiuto il mistero di Dio!”.

Il 3 febbraio 2011, esattamente sette anni fa, Pino Lazzaro concludeva la sua luminosa giornata terrena.  Agli occhi di quanti erano presenti in quell’ora, il suo passaggio al mondo invisibile ha ricordato la fine degli antichi patriarchi: un transito che faceva pregustare la risposta alla chiamata del Creatore che l’aveva incalzato tutta la vita, quasi l’atto supremo e conclusivo di adesione alla voce del Padre Celeste e nell’obbedienza al suo disegno.  

 

Nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, il Santo Padre Francesco chiama tutti alla santità nel mondo contemporaneo. Quanto i nostri cammini sono stati benedetti dal cielo nell’incontrare Pino che ha proseguito la sua strada anche nella sofferenza, ma con coraggio: la santità associata alla pazienza non solo nel farsi carico degli avvenimenti e delle circostanze della vita, ma anche come costanza nell’andare avanti, giorno dopo giorno.
Il cammino della santità è semplice, non tornare indietro, ma sempre andare avanti: questo il testamento spirituale e morale di Pino, non una santità di tintoria, sempre e solo perfetta, ma una santità che anche e soprattutto in mezzo alle imperfezioni e alle cadute lo hanno fatto andare avanti piacendo al Signore Gesù, non isolato in un suo mondo, ma nel corpo vivo che è la Chiesa e nella Chiesa particolare della nostra comunità parrocchiale di Santa Maria ad Martyres.

 

Volendo riassumere con poche, ma incisive frasi la vita del nostro benamato fratello e amico diremmo che lui era uno spirito aperto, un credente appagato, investito della torcia della fede e della speranza, un uomo che ha vissuto e respirato l’ideale di santità, se ne è lasciato illuminare lavorando nel campo della cultura e della scuola con spirito umile e positivo. Ha lavorato con fiducia alla sua missione di credente, di marito e di padre divenendo testimone credibile delle opere buone di Dio, la quale continua ad operare nelle nostre vite e nel mondo.
Chi ha vissuto unicamente per sé, non vive realmente, chi invece si è speso per gli altri ha ingrandito la sua vita elevandola. E’ questo che ancora continua ad edificarci del nostro amato Pino che con certezza avrà ripetuto dinanzi all’Eterno Padre le stesse parole che furono di San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede” nonostante aveva “perso il treno” della guarigione così come il medico gli aveva annunciato.

 

Gran mistero è la morte e gran mistero è la vita. Ma il Signore Gesù ci ha svelato il senso dell’una e dell’altra. Della morte egli ha rassicurato che non è una semplice fine, ma è solo un passaggio, una Pasqua da questo mondo alle cose di lassù. Noi che crediamo in Gesù Risorto abbiamo la certezza che gli occhi di Pino sembrano sì che siano morti per sempre, ma al contrario essi sono entrati in una vita senza tramonto, in una stagione di ineguagliabile giovinezza.


Salerno, 2 febbraio 2019

Padre Francesco Carmelita o.m.



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